Strumento di seduzione per eccellenza, il profumo è da sempre presente in ogni cultura. In Egitto come in Cina, in India e in tutto il bacino del mediterraneo, ha marcato con i suoi aromi lo sviluppo delle civiltà, facendo per millenni da benefico contraltare agli odori sgradevoli che spesso ammorbavano gli agglomerati urbani, assumendo talvolta i connotati di carattere identitario di un popolo o di una classe sociale.

Imporre in maniera discreta la propria presenza, spiccare senza esporsi

E comunque, non si parla di un accessorio alla moda. La gente ha smesso di portare il cappello, ma non di profumarsi. Mai. Il profumo, come il maquillage, ha costantemente accompagnato, e parliamo di migliaia di anni, il bisogno di donne e uomini di sedurre, di imporre in maniera discreta la propria presenza, di spiccare senza esporsi, di confondersi e distinguersi al contempo, perché lo stesso profumo, e se questa non è magia, diteci cos’è, assume toni e sfumature diverse a seconda da chi lo “indossi”. Reagisce alla chimica unica d’ogni corpo. Forse per questo suo mimetismo, per questa sua invisibile ed impalpabile eppure evidente presenza, affascina e conturba uomini e donne d’ogni tempo e cultura.

Una lettura consigliata: Il profumo, di Patrik Suskind

È citato in letteratura, da Omero a Pennac, ed è protagonista di uno dei più bei romanzi del ‘900, “Il profumo”, appunto, di Patrik Suskind. Se non lo avete ancora fatto, vi consigliamo di leggerlo. Ambientato nella Parigi prerivoluzionaria del ‘700, narra di un uomo, tale Jean-Baptiste Grenouille, che assembla, sperimenta, crea fragranze capaci di sedurre fino a rendere schiavi coloro che ne subiscono il fascino. Il profumo, la fascinazione come strumento di potere. Grande letteratura per un protagonista indiscusso d’ogni tempo: il profumo. Natale è vicino, tempo di regali. Un libro? Un profumo? Perché non tutti e due?